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Il ruolo della plastica nella lotta al COVID19
Il ruolo della plastica nella lotta al COVID19

Quando tutti le davano contro, in pochi hanno avuto il coraggio di alzare la mano per spiegare che il problema dell’inquinamento da plastica non era il materiale stesso, ma il suo abbandono nell’ambiente. Qualche timida voce aveva tentato di dire che la plastica ha tanti vantaggi e che basterebbe smaltirla correttamente per avere a disposizione un materiale che, in certi casi, ci salva la vita.

Plastica: essenziale per la salvaguardia della salute delle persone

È ciò che emerge anche dalle parole del nostro premier Conte, nei suoi discorsi alla nazione. Oggi la plastica monouso sta salvando la vita a molti nei reparti di terapia intensiva di tutta Italia. Pensiamo ad esempio ai filtri per i respiratori prodotti in materiale plastico con le stampanti 3D, ai caschi per l’ossigenazione, alle confezioni sterili che avvolgono strumenti monouso come siringhe o dispositivi medici fino ai preziosissimi tamponi ma anche, più semplicemente, a bicchieri e piatti di carta che – in condizione sanitarie delicate – abbassano drasticamente la contaminazione ed il potenziale contagio.

Alimenti sicuri grazie ai film in materiale plastico

Luca Iazzolino, Presidente di Unionplast (fonte “La Repubblica”), chiede al governo di fare un passo indietro rispetto alla plastic tax, ricordando come lo stesso Conte abbia sottolineato, nel suo intervento televisivo del 24 marzo 2020, che noi oggi possiamo mangiare cibi acquistati dal supermercato anche grazie ai film di plastica protettivi che ne garantiscono conservazione e condizioni igieniche ottimali.

Plastic Tax

L’entrata in vigore della tassa sulla plastica è prevista per il primo luglio di quest'anno, e sarà pari a 45 centesimi a chilogrammo. Secondo alcuni questo potrebbe incentivare le aziende italiane a delocalizzare la produzione all’estero. In Italia il comparto plastica conta circa 10.000 imprese, 162mila dipendenti e produce un fatturato di 32 miliardi, solo in Lombardia si parla di 3.490 aziende e 58mila addetti. Sarebbe certo una sconfitta per il nostro Paese.

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